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Hennetica, la tinta per capelli ecobio, equo-solidale e naturale di La Saponaria: funziona davvero?🌿🌺💆

Forse non ne siete a conoscenza, in particolare se siete nuovi qui su questo blog, ma io sono una grande consumatrice di henné, l’unica tinta che  mi permette di colorare i miei capelli sottili, in modo naturale al 100%, senza rovinarli ma, al contrario, nutrendoli e dandogli corpo. Ho utilizzato, nel corso degli anni, molti brand diversi di henné e di indigo ( l’henné nero) e sono riuscita a farmi un’idea di come deve essere, almeno per la sottoscritta, un buon henné: perché non tutti sono uguali.
IMG_0856 - CopiaEsistono henné di buona, scarsa ed ottima qualità ( sembra che io stai parlando di cocaina): tagliati male, tagliati bene, che danno riflessi di un tipo o di un altro. Cliccando QUI troverete un vademecum che avevo scritto sull’henné, sulla mia esperienza ed una recensione su l’henné de Le Erbe di Janas. Da quel giorno ne ho provati molti altri, tra cui quello Lush, di cui vi parlerò assolutamente.
Oggi, tuttavia, ho intenzione di parlarvi di come mi sono trovata e che risultati ho ottenuto, con la nuovissima linea tintorica de La Saponaria: Hennetica.
Composta da sette tinte vegetali e da uno shampoo purificante pre-tinta, tutta la linea è naturale, vegan ok, equo-solidale, biologica e cruelty free.

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Foto di 4 delle 7 tinte, presa dal sito ufficiale La Saponaria.it

Sette tinte vegetali senza picramato di Sodio, ammoniaca, sali metallici o additivi chimici: 100% naturali, il che rende le colorazioni stesse, limitate agli spettri del rosso, castano e biondo. Ogni colorazione è rappresentata da una dea Induista, stilizzata sulla confezione come un cartone animato.
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Ho avuto la possibilità di testare la tinta e lo shampoo abbinato, grazie ad Ohana Bio Shop il cui titolare, che ringrazio, ha messo a disposizione per voi, miei lettori, un CODICE SCONTO: inserendo, nell’apposito riquadro, ROCKNBIO10 , al momento del pagamento, sul loro sito, avrete uno sconto del 10% su quello che avete acquistato.

Veniamo, però, a noi, prima di parlarvi della tinta e dello shampoo, ho bisogno necessariamente di fare alcune premesse:

  • ho dei capelli molto sottili, tendenti al grasso.
  • parto da una base di hennè castano scuro e nero, stratificati nel tempo. Prima di utilizzare Durga, l’henne della Saponaria, ero molto vicino ad essere mora.

Partiamo con lo shampoo, passaggio “obbligato” prima di stendere l’henné: non è effettivamente obbligatorio, ma se i capelli sono unti e sporchi, l’henné avrà meno presa e dunque risulterà meno intenso.
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Avatara, questo il nome dello shampoo purificante, viene 6,80€ per 150ml ed è pensato per eliminare ogni traccia di styling e prodotto chimico, in modo delicato, lasciando sui capelli, senza seccarli, un irresistibile profumo di menta: amando la menta in modo viscerale, non posso non aver avuto un tuffo al cuore alla prima sniffata ( ecco che sembro ancora una volta una tossicodipendente) del prodotto, perchè odora di vera menta, non di quella menta da dentifricio del terzo scaffale del supermercato, ma di quella con cui fanno il tè in Olanda, la vera menta.

Dalla consistenza liquida e trasparente, Avatara produce molta schiuma, ma si lava via facilmente ed io, dopo il suo utilizzo, sono rimasta doppiamente entusiasta: non solo lascia la cute fresca e lenita, grazie all’olio essenziale di Menta e all’Aloe vera, al secondo posto nell’INCI, ma i capelli sono leggeri, morbidi e vaporosi. Mi aspettavo,  non avendo avuto belle esperienze con gli shampoo purificanti, che mi avrebbe seccato enormemente la cute e le lunghezze, ma mi ha lasciata senza parole: Avatara è un prodotto con un ottimo rapporto qualità-prezzo ed ho intenzione di utilizzarlo con più costanza, per vedere se provoca o meno, a lungo termine, il classico effetto rebound degli shampoo purificanti. Se così non dovesse essere, potrebbe salire sul podio degli shampoo migliori per capelli grassi.
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 Ma come mi sono trovata con Durga, la tinta color melograno che ho scelto di testare?
Credo sia meglio partire dalle note dolenti del prodotto, prima tra tutte la confezione.
Sono consapevole che il design cartoonesco può e non può piacere: ecco, a me non piace. Se sto cercando di coprirmi i capelli bianchi, non mi sentirò di certo più bella e giovane guardando un pupazzetto colorato sulla confezione, anzi, mi sentirò un po’ a disagio: mi sembra di utilizzare un prodotto poco professionale o per la baby-care, cosa che, senza ombra di dubbio, non è.
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Seconda nota dolente, sempre riguardo alla confezione: all’interno della scatola di cartone vi è solo, e soltanto, il pacchettino con 100gr di henné. Se non sono previsti dei guanti, un foglio delle istruzioni, perché sprecare inutilmente della carta? quanto avrebbe alzato il costo stampare direttamente sulla confezione? E sopratutto, a questo punto, il prezzo risulta a mio avviso esagerato:  8,50€  per 100gr di henné, che sono necessari per una sola henneata di capelli lunghi fino alle scapole, giustificati da una confezione di carta? un modo per abbattere i costi, conservando la qualità della materia, ci deve essere. Pensiamo, ad esempio, ad un henné de Le Erbe di Janas: 5,40 ( o 5,90€) per 100gr di henné, in una confezione minuscola, di plastica con etichetta adesiva.
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Parlando invece di note tecniche, come la grana della polvere, la stesura e la tonalità, si cambia decisamente registro. Durga è una miscela di polvere di caffè, Lawsonia ed Indigo: una polvere finissima, leggera e non tagliata con sabbia, come purtroppo, spesso, accade con prodotti più scadenti.
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La polvere va mescolata con acqua tiepida, fino ad ottenere una consistenza omogenea, della giusta densità: posso asserire, senza alcun dubbio, che miscelare questo henné è stato facilissimo, uno dei migliori henné, in quanto a miscelazione, che io abbia mai provato. Zero grumi, zero fatica ed una crema liscia, soda, densa, perfetta per essere applicata sui capelli, ricorda una tinta tradizionale.
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Dopo averla applicata, ho tenuto in posa Durga per ben 7 ore, perché l’henné più lo si lascia in posa, più diviene intenso il colore, più aumenta il suo potere benefico sulla cute e sul capello. Ovviamente, per via del calore, ogni tanto, ai lati delle orecchie,la tinta colava, ma niente di ingestibile, come, purtroppo, mi è successo con altri henné. Il risciacquo è stato piacevolissimo, veloce e senza intoppi: essendo così liscia la tinta, non vi è il rischio che rimangano grumi tra la chioma o ammassi di terra nella doccia ( i residui ovviamente si depositano sul piatto doccia, ma è una questione di semplice gravità), scivola via molto bene.
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La resa finale, una volta asciugati i capelli, è davvero ottima: luminosità, corposità, capello bianco coperto al 100%, ma più di tutto, volume! Uno degli henné che mi ha donato più volume in assoluto.
Ora veniamo alla questione colore, devo fare un mea culpa: ho toppato la scelta della tonalità. Lo ammetto. E per toppato intendo che ho stravolto completamente il mio colore di partenza, disperandomi e contorcendomi in una nenia senza fine, osservando il risultato finale.
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Ma come ho fatto? semplice: il mio sogno è quello di raggiungere una tonalità nero-violacea fredda, utilizzando solo l’henné, ciò implica una base molto scura, su cui poi fare una o de passate di un rosso molto, molto freddo e poi riprendere con una base scura.

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Il mio colore PRIMA dell’utilizzo di Durga, al chiuso e sotto il sole.

Per il passaggio rosso freddo, invece che affidarmi al rosso freddo che ho già utilizzato, mescolato all’Alcanna ( polvere  naturale che dona riflessi violacei e freddi), ho scelto Durga, perché veniva descritto come rosso melograno e nella tabella di La Saponaria, che dovrebbe aiutare nella scelta del colore, Durga era, senza dubbio un rosso molto più freddo del mogano Shakti.

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Foto presa dal sito ufficiale La Saponaria.it

Avrei dovuto farmi gli affari miei, prendere il castano scuro Ratri e andare sul sicuro? La risposta è sì. Avrei dovuto leggere meglio la descrizione di Durga, che citano come “un rosso intenso” e non fidarmi di una misera tabella online? La risposta è sì.  Sono stata superficiale? Assolutamente sì, anche se, dopo 7 ore di applicazione, Durga non aveva assolutamente nulla a che vedere con un rosso melograno, visto che mi sono ritrovata con un castano, con sottotono caldo, tendente all’arancio.

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La mia faccia tendente all’esaurimento nervoso, il giorno seguente alla prima henneata, con la luce artificiale.

Alla luce del mio errore, non posso dire di essere soddisfatta del colore ottenuto, ma proprio perché io ho sbagliato, in parte fuorviata dalla tabella delle colorazioni. Sicuramente se si cerca un tono rosso caldo, e non si è bionde, questo henné è eccezionale, perché la resa è davvero ottima. Se si vuole iniziare ad utilizzare l’henné senza stravolgere il proprio castano chiaro/scuro, ma si vuole solo dare qualche riflesso rosso caldo, questo henné è la scelta giusta. Se cercate dei riflessi freddi, state alla larga da Durga. Io, ora, a distanza di più di un mese e con un henné castano scuro applicato dopo due settimane, mi ritrovo così: castano chiaro, con riflessi caldi, ancora. Tornerò mora, ve lo garantisco.
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In generale trovo che la linea Hennetica de La Saponaria sia valida, la qualità del prodotto è alta e l’applicazione è davvero una passeggiata, grossa pecca il prezzo, a mio avviso troppo alto: la mia amica blogger Dana ha provato, in contemporanea con me, la linea Hennetica e se ne è innamorata,  dato che era in cerca di un bel riflesso rosso caldo per i suoi capelli, senza troppe paure o pretese. Innamoramento folle il suo, colpo sbagliato, invece, per me.
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Tornassi indietro prenderei Ratri o Shakti, in modo da non stravolgere il mio colore e godere a pieno della qualità e dei benefici di questa linea.
Se siete curiosi di provare la linea Hennetica, o solamente lo shampoo purificante o qualsiasi altro prodotto, vi ricordo il mio codice sconto  ROCKNBIO10 su  Ohana Bio Shop ( io NON ci guadagno alcuna commissione, per essere trasparenti) per avere il 10% di sconto sui vostri acquisti.
Allora cosa ne pensate di questa tinta? Qualcuno di voi l’ha provata? Siete sorpresi dalla mia idiozia? Fatemi sapere che sono curiosa!🙂
Vi ricordo che potete seguirmi su Instagram come @the_strange01 e su Facebook come @Rocknbio
Stay rock’n’bio!!

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  • Barbara Challier

    ciao, volevo chiedere un info, non avendo mai provato a fare henne, che proporzioni devo usare,per 100 gr di henne quanta acqua usare. grazie mille

    • rocknbioblog

      Allora le proporzioni sono molto variabili, dipende tutto dalla quantità e lunghezza di capelli che hai. Se hai tanti capelli e lunghi 100 gr non ti basteranno mai! In generale, comunque, si tende ad andare ad occhio con la quantità di acqua calda che serve: devi aggiungerne poco alla volta finché non risulta una consistenza simile all’impasto di una torta…per 100 gr io direi mezzo bicchiere, se non di meno. 🙂

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